Francesca Tabarini vive a Meina, in provincia di Novara, sul lago Maggiore.
E’ sposata con Paolo da dieci anni e ha una gatta, Mila.
Diplomata al Liceo Classico, ha proseguito gli studi umanistici conseguendo la Laurea in Filosofia all’Università degli Studi di Milano nel 2001, con una tesi sul filosofo cuneese Luigi Pareyson e la sua “Ontologia della libertà”.
La laurea, il matrimonio, il desiderio di un figlio, tutto senza i genitori, che, prima una malattia, poi l’altra, hanno portato via.
Nel 2002 termina il Master in Risorsa Umana e Impresa all’Università Cattolica e lavora come impiegata commerciale in aziende di servizi, gestione e amministrazione di risorse umane, e nel settore bancario-assicurativo.
E’ della generazione della crisi economica del 2003, di quella del 2009, di quella del 2011…
Precaria per necessità, ma ambiziosa di carattere raccoglie qualche soddisfazione e molti contratti a termine. L’ultimo di questi scade a febbraio 2011, quando Francesca scopre la malattia.
Un tumore raro e maligno, un intervento chirurgico importante e chemioterapie debilitanti.
Francesca inizia a scrivere mentre non smette di coltivare le sue passioni, come la cucina, i viaggi, il trekking in montagna.
Nel 2013 il tumore ha una recidiva e inizia una nuova battaglia, con nuove terapie.
Francesca continua a scrivere e decide di far “parlare” la sua pancia in questo blog.
Un intestino “modificato”, una convalescenza appena terminata e di nuovo il tumore.
Francesca si mette dalla parte del valore essenziale del cibo.
L’opera “Ognuno di noi” è in fase di pubblicazione. Sarà edita da Aletti Editore e introdotta da MichaelDavide Semeraro.
Francesca oggi lavora sulla bozza del suo primo libro, scrive ricette e articoli sul blog.
Nel frattempo sta studiando per la stesura del suo prossimo libro, che parlerà di Eros e della forza prorompente delle sue armi.

Nel corpo malato di oggi si ricompone ogni sensazione, caricandosi di orgoglioso amore di sé.
Mi piego ma non mi spezzo sotto i colpi della malattia, opponendo tenacemente la forza di vivere alla paura di morire; stabilisco che per ogni dolore, alla mia fisicità corrisponde un piacere, materialmente lo sento e lo godo; nelle notti in chemioterapia piazzo una buona diagonale contro il tumore, ogni volta sveglia sul mio libro, il mio primo figlio.
Eccomi, sono qui: battito e respiro, gambe e cervello, impazienza e speranza.
Tiro fuori la testa, piccola e calva, sulle scapole strette.
Apro un ampio sorriso, le labbra sospese tra i denti, e vi attendo sul mio blog “filosofia e cucina”
(da “Ognuno di noi”)
Vi abbraccio ;-)
Fra
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