DIAGNOSI ONLINE

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Su questo argomento voglio usare parole dure.
Dalla parte del dolore, del rispetto per il dolore.

Che sia per il più banale raffreddore o la più rara delle malattie ciascuno di noi ha utilizzato- o potenzialmente può utilizzarlo- un motore di ricerca per ottenere risposte diagnostiche. Ciò accade a partire da sintomi fisici o psicofisici, oppure a causa di problematiche non trascurabili come l’ipocondria, i disturbi dell’alimentazione, il desiderio di vedersi più belli in fretta e a basso costo.

E così ci esponiamo alle informazioni distorte e confuse, spesso politicizzate, che ci aggrediscono dalla rete.

Spesso con fotografie inguardabili per chiunque.
Quando ci sono passata io, ho scritto:

un malato non può volare in internet, mantenendo salda la forza di volontà e la ragionevolezza

(da “Ognuno di noi”, di Francesca Tabarini)

Ci accade nella società di oggi perchè tutto si consuma, di conseguenza siamo tentati di accedere velocemente ad informazioni, per ottenere le quali altrimenti dovremmo fidarci di un medico.

Attenzione: che sia per il mal di gola, per i chili di troppo, o per “ben altro”, il malato ha comunque bisogno del medico. Dalla relazione medico-paziente non si può prescindere, perchè siamo tutti ugualmente fragili ed esposti.

quando siamo deboli, ecco la nostra forza; quando supponiamo di essere forti, ecco la nostra debolezza

(da “Ognuno di noi”)

Il sig. Paul Hsieh, sullo specifico della malattia oncologica,  (all’articolo già citato in “Cancro”) scrive che “i pazienti dovrebbero essere molto cauti una volta diagnosticata una condizione precancerogena o un cancro in fase iniziale. Dovrebbero mantenere la calma, discutere tutte le opzioni con il dottore, cercare un secondo parere se necessario ed effettuare in parallelo la loro personale ricerca indipendente attraverso gli strumenti informatici”.
Non è vero: il paziente è semplicemente un essere umano che soffre e necessita dell’incontro col medico che possa fare la corretta diagnosi da un punto di vista scientifico ed insieme avviare un programma di cura razionalmente condivisibile.
Il ricorso al materiale disponibile in rete offre informazioni spesso discordanti, se non addirittura contraddittorie, unite allo stato di vulnerabilità in cui si trova il paziente, che, peraltro, nella maggioranza dei casi, non possiede gli strumenti per tradurre un linguaggio tecnico e specifico come quello medico.
Quanto alla ricerca di “secondi pareri”, lascio la parola a chi ha conosciuto la malattia e l’ha usata come una potente “staffetta” della forza di vivere:

Non consultare troppi medici in cerca di conferme:
sentirai solo pareri diversi.
Poni la tua fiducia nello specialista che, mentre cura la malattia, non trascura te e il valore della tua vita.
Scegli chi possiede speranza e te la può trasmettere,
lasciati aiutare da chi senti che ti sta curando con scienza e coscienza.

(Ada Burrone, La forza di vivere, ATTIVEcomeprima onlus 2005)

Kiss
Francesca

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