alimentazioneSull’alimentazione urge un ritorno, una volta per tutte, all’essenziale, abbattendo ogni dualismo del tipo “piacere-salute”, “mente-corpo” ecc.

Quello di cui abbiamo bisogno per la nostra salute, ed insieme ci provoca piacere, non è il prodotto, ma la materia prima (…)

L’ideale è riconquistare, in cucina, il gusto originario delle cose, per recuperare il piacere di ciò che è pane quotidiano e non alimento destrutturato, ricomposto ed infine impacchettato.

Bevendo un caffè amaro, morsicando un pomodoro senza salarlo, sorseggiando un’arancia spremuta senza zuccherarla, si scopre un mondo di piacere da cui ci siamo disabituati.

Queste semplici “operazioni” andrebbero fatte chiudendo gli occhi, per esaltare la percezione del gusto.

Io lo facevo quando ero divisa tra mente e corpo, cioè avevo fame e il mio corpo non mangiava.

Riscoprendo l’essenziale mi sono salvata.

Chissà che una nuova salvezza non tocchi anche a ognuno di voi, che vivete, con me, nella società che sdoppia gravemente l’integrità della persona.

(da “Ognuno di noi”, di Francesca Tabarini)

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